
L. Couloubaritsis: Plotino, l'etica aristotelica e l' ros
platonico.

    Lambros Couloubaritsis  professore di filosofia antica e
medievale all'Universit Libera di Bruxelles. Nella sua analisi
della filosofia di Plotino egli individua nell' etica il mezzo con
cui l'anima dell'uomo pu tornare all'Uno. Quello di Plotino  un
concetto di etica assolutamente nuovo rispetto a quello di
Aristotele. Mentre per Aristotele la scelta morale dell'individuo
nasce sempre da un rapporto con il mondo esterno, per Plotino la
scelta morale  del tutto libera, al di l della realt sensibile,
tutta tesa verso qualcosa di infinito. In questa prospettiva -
visto il ruolo svolto, platonicamente, dall'amore per il Bello -
l'etica si confonde con l'estetica. Questo tema sar - nel
diciannovesimo secolo - al centro della riflessione di F. W. J.
Schelling. A Longino (forse un retore del primo secolo dopo
Cristo, o Longino Cassio che avrebbe studiato ad Alessandria
insieme a Plotino e a Origene)  attribuito un trattato Sul
sublime (Per ypsous) in cui si sostiene che il bello coincide
con il sublime: non con una perfezione stilistica esteriore, ma
con la profondit dell'ispirazione, con la passione nobile, con la
divina follia di cui parla Platone nel Fedro sostenendo che V'
una terza forma di esaltazione e delirio, di cui sono autrici le
Muse. Questa, quando occupa un'anima tenera e pura, la sollecita e
la rapisce nei canti e in ogni altra forma di poesia, e celebrando
le infinite opere del passato, educa i posteri. Ma chi giunga alle
soglie della poesia senza il delirio delle Muse, convinto che la
sola abilit lo renda poeta, sar un poeta incompiuto e la poesia
del savio sar offuscata da quella dei poeti in delirio (245 a).
Il concetto di sublime, ripreso nel diciottesimo secolo da I.
Kant, sar al centro della discussione estetica dei romantici

    Dal momento che si parla di materia e di allontanamento
dall'Uno, la questione del ritorno, dell' epistroph, del
movimento di conversione dell'uomo,  fondamentale. Ci pu
elencare, prof. Couloubaritsis, le tappe di questo percorso
ascendente dalla materia all'Uno?.
    Poich la realt  doppia, emanazione e conversione, l'uomo,
una volta disceso in questo mondo sensibile, deve tentare di
rivolgersi con l'Anima verso la sorgente.
    Dunque il ritorno  fondamentale e si compie mediante una
attivit. E' una questione che d accesso, in ultima istanza, a
quelle del sapere, dell'arte e della morale. Quindi, io credo,
l'essenziale  vedere come si configura la questione della morale
in Plotino. Credo che il contenuto dell'etica plotiniana  la
ricerca dell'autonomia assoluta dell'uomo, ci che egli chiama
autexosion [indipendenza, libert, padronanza assoluta di
s], cio una padronanza dell'azione, una libert assoluta
proprio come quella libert che si trova nella sesto Enneade a
proposito dell'arte. Ma il problema  di sapere come l'uomo, che
cerca questa autonomia assoluta, possa farlo in questo mondo dove
si trova, circondato da una societ e immerso in una serie di
rapporti umani. E' qui che si oppone in un certo modo all'etica di
Aristotele, che  come dice la parola "etica", una specie di
morale fondata sulle disposizioni. Ogni uomo, agendo, quale che
sia la sua attivit, si crea un certo numero di disposizioni. Per
essere coraggiosi, ad esempio, bisogna agire coraggiosamente, cio
tra gli estremi della temerariet e della vigliaccheria. Per
essere temperanti bisogna muoversi tra gli estremi della
depravazione e della insensibilit. Plotino constata che un'etica
siffatta  manchevole. Perch? Perch se voglio essere coraggioso,
devo esserlo in rapporto a un pericolo, per esempio in rapporto
alla guerra o a qualcosa che si presenta come un negativo. In
questo senso egli considera che siamo sempre eteronomi rispetto a
quel tipo di virt che Aristotele chiama virt etiche. Dunque la
sua soluzione sar di dire: bisogna andare al di l del coraggio.
Se la virt potesse scegliere e dovesse scegliere tra la guerra e
la lotta e l'assenza di guerra e di lotta, sceglierebbe piuttosto
l'assenza di lotta, sarebbe inattiva. Se il medico potesse
scegliere tra il guarire un malato e la possibilit di non
guarirlo, perch  in buona salute, preferirebbe restare inattivo,
non dover agire. Di conseguenza Plotino dir: bisogna andare al di
l delle virt, delle virt etiche, bisogna perseguire
l'intellettualit, quella scelta fondamentale in cui l'uomo,
libero, perviene a decidere se agire o non agire, se desiderare o
non desiderare. L'elemento fondante in questa etica  in ultima
analisi la nozione di Intelligenza, di intellezione, di
Intelligenza. Qui egli ha introdotto qualcosa di nuovo, perch ci
che  fondamentale  la capacit di sacrificio. Per esempio:
sacrifico qualcosa per la patria o sacrifico la mia patria,
sacrifico qualcosa per i miei figli o sacrifico i miei figli,
secondo precetti superiori, che egli chiama t kaln. Questo
Bello, mi sembra,  del tutto nuovo, perch apre verso qualcosa di
infinito, a quella unit di fondo che  al di l della realt
sensibile. In questo senso Plotino forse si situa alla base o
perlomeno nel contesto di ci che si chiamava il sublime, cio
di quell'estetica dell'elevazione che consiste nell'andare al di
l della realt sensibile. Si  detto che Longino, fondatore di
quell'estetica, fosse suo allievo, ma non  certo, perch il testo
di Longino  spesso considerato del primo secolo. Ma ad ogni modo
questo non  importante. Plotino stesso presenta un'etica del
sublime. Si ha una mescolanza di estetica e di etica. E tutto ci
 connesso con qualcosa di ancora pi fondamentale, perch nel
movimento di ritorno verso l'Uno, verso il mondo intelligibile,
l'elemento capitale in Plotino  l' ros, cio una aspirazione
erotica verso l'alto. beninteso non sto parlando dell'erotica
nella sua accezione sensuale, ma di un'aspirazione erotica
dell'Anima, del pensiero verso l'Uno, verso il fondamento. Plotino
prende come riferimento il testo del Simposio platonico, ma si
spinge assai pi lontano, perch nella sua opera c' tutta
un'analisi dell' ros. E ogni azione di ritorno verso l'Uno, e
anche l'Uno nel suo riferirsi a se stesso,  pensato a partire
dall' ros

 (L. Couloubaritsis intervistato da A. Gargano, Plotino,
Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche,
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - RAI -
Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Qui riportiamo il testo pubblicato su l'Unit
del 24 ottobre 1994, pagina 8)

